serenity_per_lui_Cosè l’incontinenza urinaria nell’uomo

Cos’è l’incontinenza urinaria nell’uomo?

L’incontinenza urinaria nell’uomo (anche detta vescica iperattiva) mette a disagio chi ne soffre perché pensa di essere paragonato a un bambino o ad anziano invalido.[1] Poiché non se ne parla molto, trovare le informazioni corrette può essere difficile. Vogliamo sfatare alcuni miti circa l’incontinenza urinaria nell’uomo esplorando diversi tipi di incontinenza, il significato di vescica iperattiva e le cause delle perdite, incluse le perdite di urina dopo aver urinato. Crediamo che tutti debbano poter vivere una vita serena e con questo articolo speriamo di fornirti dei dati veritieri.

Tipi di incontinenza urinaria nell’uomo

Consigliamo sempre di consultare un medico se credi di presentare sintomi di incontinenza urinaria di qualsiasi tipo.

L’incontinenza urinaria nell’uomo può far sentire isolati e soli, ma è in realtà abbastanza comune; riguarda il 5-6% della popolazione maschile, e fino al 50% dei residenti in case di riposo . Ciononostante, se ne parla poco e al riguardo circola molta disinformazione. Per sfatare questi miti vorremmo concentrarci sui cinque tipi principali di incontinenza nell’uomo.

1. Incontinenza da urgenza

Questo è uno dei tipi più comuni di incontinenza urinaria nell’uomo, il cui sintomo principale è un’improvvisa urgenza di svuotare la vescica: praticamente, il cervello dice alla vescica che deve svuotarsi anche se non è ancora piena. Altri sintomi includono impossibilità nel trattenere l’urina, urinare nel sonno e necessità di urinare dopo aver sentito il rumore dell’acqua, dopo averla toccata o dopo essere stati in un luogo freddo.[3]

2. Incontinenza da stress

Anche l’incontinenza da stress è abbastanza comune: la perdita avviene dopo che è stata esercitata della pressione sulla vescica, ad esempio quando si starnutisce, tossisce, ride, solleva qualcosa o si cambia posizione.[4]

3. Incontinenza da rigurgito

L’incontinenza da rigurgito, detta anche da traboccamento, si verifica quando la vescica non si svuota del tutto dopo essere andati in bagno. Quando la vescica si riempie di nuovo, possono fuoruscire piccole quantità di urina ciò può anche portare a perdite di urina dopo la minzione. È anche possibile riscontrare difficoltà a iniziare la minzione, un flusso di urina debole, necessità di alzarsi di notte per urinare o frequenti infezioni alle vie urinarie.[5]

4. Incontinenza mista

Si parla di incontinenza mista quando si rileva una serie di sintomi legati ai diversi tipi di incontinenza menzionati in precedenza.[6]

5. Incontinenza passeggera

L’incontinenza passeggera è proprio questo: i sintomi della vescica iperattiva sono temporanei, di solito in concomitanza di una malattia. Ad esempio, quando si è raffreddati, starnuti e colpi di tosse mettono sotto eccessiva pressione la vescica e causano perdite di urina.[7]

L’incontinenza urinaria nell’uomo può essere legata ad altre condizioni, come problemi di prostata od obesità, ma è spesso completamente innocua: si tratta solo di una condizione scomoda che può essere gestita apportando modifiche allo stile di vita, come dieta ed esercizio, e utilizzando prodotti per l’incontinenza. Anche in questo caso, se hai dubbi riguardo ai tuoi sintomi ti consigliamo di consultare un medico.

Cos’è la vescica iperattiva?

Anche la vescica iperattiva può causare incontinenza nell’uomo. Tuttavia, è diversa dall’incontinenza urinaria poiché comprende sintomi di diversi tipi di vescica iperattiva. I sintomi di una vescica iperattiva sono: improvvisa urgenza di svuotare la vescica, difficile da controllare; perdite dopo una sensazione improvvisa e urgente di urinare; minzione frequente (più di otto volte in 24 ore [se fuori dal comune per la persona!]) e svegliarsi più di due volte a notte per fare la pipì.[8]

Come l’incontinenza, la vescica iperattiva può essere gestita con modifiche al proprio stile vita, uso di prodotti per l’incontinenza e approcci più medicalizzati, come un orario per svuotare la vescica.

In Serenity, ti incoraggiamo a gestire la tua incontinenza urinaria in modo da vivere una vita serena. Sul nostro sito puoi consultare altri utili articoli sull’incontinenza urinaria nell’uomo.


Fonti

[1] “The Emotional Toll of Urinary Incontinence in Men”, R. Morgan Griffin
[2] “What Percentage of the Population are Affected by Incontinence?”, Samantha Hall, 7 February 2019
[3] “What is Urinary Incontinence in Men? What are the Types?”, WebMD, 7 May 2019
[4] “Urinary Incontinence in Men”, Michigan Medicine
[5] “Overflow Incontinence: What Is It and How Is It Treated?”, Lindsay Ross-Hazel, 12 August 2020
[6] “What is Urinary Incontinence in Men? What are the Types?”, WebMD, 7 May 2019
[7] “What is Transient Incontinence?”, Tracee Cornforth, 16 March 2020
[8] “Overactive Bladder”, Mayo Clinic Staff

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serenity_per_lui_Le 3 fasi della vescica iperattiva cosa fare se la vescica iperattiva peggiora

Le 3 fasi della vescica iperattiva: cosa fare se la vescica iperattiva peggiora?

Hai notato un aumento delle perdite di urina? Temi che la tua vescica iperattiva peggiori? Scopri le diverse fasi della vescica iperattiva per sapere cosa succede se peggiora e cosa fare per alleviare i sintomi.

Cosa fare se la vescica iperattiva peggiora

Quando la vescica iperattiva peggiora, i tessuti vescicali diventano più elastici, il che ne riduce la capacità di trattenere la stessa quantità di urina di prima. Anche i muscoli del pavimento pelvico e della vescica possono indebolirsi, causando difficoltà nello svuotare completamente la vescica.

Con l’invecchiamento, la vescica iperattiva peggiora. Andando avanti con l’età, le condizioni della vescica cambiano e gli effetti che ne derivano possono costringerti a cambiare le tue abitudini.[1] Di seguito elenchiamo le tre fasi della vescica iperattiva per aiutarti a comprendere meglio la tua situazione.

La vescica iperattiva può cambiare le tue abitudini

Se hai perdite urinarie, l’incontinenza urinaria estrema può obbligarti a cambiare in modo drastico il tuo stile di vita,[2] come smettere di fare attività fisica per paura di incidenti, o non partecipare più a eventi sociali per paura di odori indiscreti. Magari decidi di limitare i tuoi spostamenti perché hai bisogno di accedere regolarmente al bagno.
In ogni caso, non perdere la speranza. In molti casi, la vescica iperattiva può essere trattata, spesso senza dover ricorrere a interventi invasivi. Uno dei passi più importanti da fare è acquisire familiarità con le tre fasi della vescica iperattiva: così facendo, potrai identificare la gravità della tua condizione e spiegarla meglio al tuo medico.

1. Leggere perdite

Questa fase include due categorie di persone: quelle che hanno perdite leggere e irregolari e quelle che le riscontrano regolarmente. Chi ha perdite irregolari non ha necessariamente bisogno di prodotti specifici: qualche goccia causa solo un leggero disagio, ed è sufficiente usare un normale assorbente.

Al contrario, chi ha perdite regolari probabilmente vive un disagio significativo. Magari usa diversi assorbenti al giorno per gestire la propria vescica iperattiva, e alcuni iniziano a essere preoccupati da eventuali odori e dall’esigenza di andare spesso in bagno, ma raramente hanno perdite di notte.

Oltre a usare gli assorbenti, anche limitare l’assunzione di caffeina e alcol e fare gli esercizi di Kegel può aiutare a tenere sotto controllo la vescica iperattiva.[3]

2. Perdite da moderate a significative

Gli adulti con questa condizione riscontrano perdite in maniera occasionale o regolare. La quantità di urina è da moderata a significativa e può essere innescata da attività fisiche come sport e allenamenti intensi.

Chi ha una vescica iperattiva media può avere perdite significative ripetute sia di giorno che di notte; quando ha la vescica piena ha difficoltà a trattenere lo stimolo di urinare oltre qualche minuto e oltre all’incontinenza urinaria media può anche soffrire di incontinenza fecale.

I prodotti per l’incontinenza possono aiutare a gestire le perdite, ma è necessario apportare modifiche significative allo stile di vita, ad esempio smettendo di fumare e di assumere alcol e caffeina. Può anche essere necessario assumere farmaci per rilassare i muscoli della vescica e realizzare esercizi per il pavimento pelvico in modo da controllare propriamente il flusso di urina.[4]

Nel caso di perdite di giorno, è necessaria una protezione discreta per partecipare attivamente alle normali attività quotidiane. Per la vescica iperattiva degli uomini esistono diverse soluzioni; esistono anche prodotti per la notte per restare all’asciutto.

3. Incontinenza urinaria estrema e completa perdita di controllo della vescica

Gli uomini con incontinenza urinaria estrema probabilmente riscontrano incidenti frequenti che comportano una significativa perdita di urina. Alcuni possono muoversi in autonomia per arrivare in bagno e urinare, ma non sempre ciò è possibile per tutti. Di notte, hanno difficoltà nel controllare la vescica e pertanto sono necessari gli assorbenti per l’incontinenza, in modo da gestire le inevitabili perdite.

Chi invece è allettato ha perso in maniera totale e continua il controllo della propria vescica, e deve essere seguito da una persona cara o da un operatore sanitario. Le strategie di solito comportano l’uso del catetere per svuotare regolarmente la vescica, oltre all’impiego di prodotti per l’incontinenza e di traverse per il letto.

La vescica iperattiva peggiora: come gestirla?

Qualsiasi fase tu stia affrontando, non vergognartene. È normale, e molte persone sono nella tua stessa condizione. Conoscendo il fenomeno potrai parlare della situazione con uno specialista, un passo fondamentale per identificare la soluzione giusta per te. Se soffri da tempo di vescica iperattiva e questa peggiora, è necessario sottoporsi a una valutazione clinica approfondita per realizzare una diagnosi accurata e individuare un trattamento a lungo termine.


Fonti

[1] Bladder Health for Older Adults
[2] Clinical Evaluation of Urinary Incontinence
[3] What Makes Overactive Bladder Worse?
[4] Urinary Incontinence in the Elderly

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Esercizi di Kegel per il pavimento pelvico maschile

Per gli uomini, l’incontinenza urinaria o la vescica iperattiva possono sembrare condizioni imbarazzanti, ma sono relativamente comuni: il 3-11% degli uomini soffre di incontinenza urinaria e non è nulla di cui vergognarsi.[1] In questo articolo condivideremo alcune informazioni sull’argomento e ti daremo alcuni consigli su come gli esercizi di Kegel per uomini possono aiutare a migliorare i problemi al pavimento pelvico maschile.

Cosa è l’incontinenza urinaria?

Per incontinenza urinaria si intende l’assenza di pieno controllo sulla vescica. Alcuni sintomi includono:

– Perdite di urina quando si tossisce, ride o starnutisce (incontinenza da stress)

– Perdite di urina quando si ha un bisogno improvviso di urinare (incontinenza da urgenza)

– Perdite di urina perché non si riesce a svuotare completamente la vescica (incontinenza da rigurgito)

– Perdite di urina frequenti o costanti perché la vescica non riesce a contenere affatto l’urina (incontinenza totale).[2]

Questi sintomi possono essere fastidiosi e scomodi, ma è possibile gestirli in diversi modi, tra cui apportando modifiche alla propria dieta e realizzando diversi esercizi, ad esempio gli esercizi di Kegel.

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Gli esercizi di Kegel per uomini possono aiutare a migliorare i problemi al pavimento pelvico maschile

Esercizi di Kegel per uomini

Sono facili da fare, non richiedono attrezzatura extra e possono essere realizzati ovunque in modo discreto. Aiutano a rafforzare il pavimento pelvico maschile e possono quindi migliorare i sintomi.

Il primo passo è cercare di individuare i muscoli del pavimento pelvico; il momento migliore per farlo è mentre urini. Cerca di interrompere il flusso dell’urina: i muscoli che si attivano per farti smettere di urinare sono i muscoli del pavimento pelvico.

Una volta individuati, puoi allenare i muscoli pelvici per rafforzarli.

– Stringi e tieni contratti i muscoli del pavimento pelvico per 5-7 secondi.

– Quindi, rilassali. Ripeti gli esercizi più volte, fino a dieci ripetizioni.[3]

Scoprirai che il pavimento pelvico si rafforza: all’inizio riuscirai a fare solo due o tre ripetizioni, ma con un po’ di allenamento arriverai a completarle tutte e dieci.

Tuttavia, prima di iniziare a realizzare degli esercizi nuovi, ti consigliamo di chiedere maggiori informazioni al tuo medico curante.

Noi di Serenity vogliamo aiutarti a ritrovare la tua serenità interiore. Fai clic qui per esplorare l’intera gamma dei nostri prodotti per l’incontinenza maschile.


Fonti

[1] “The Prevalence of Urinary Incontinence”, Victor W Nitti, 2001

[2] “Urinary incontinence”, NHS, 7 November 2019

[3] “A guide to the pelvic floor muscles – men”, Oxford University Hospitals NHS

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Incontinenza maschile: accettare aiuto quando si soffre di debolezza vescicale

La debolezza vescicale è una condizione di cui la maggior parte di noi non vuole parlare. Ci fa sentire a disagio e – soprattutto – può essere imbarazzante. Ma se invece provassimo a pensare positivo? Accettare aiuto per questo disagio ci consente di affrontare un po’ meglio la situazione, così come di trovare risorse importanti a nostro supporto. Inoltre, cosa ancora più importante, cercare l’aiuto degli altri ci permette di rimetterci in carreggiata per vivere la nostra vita più serenamente.

Perché abbiamo paura di chiedere aiuto?

Ci vergogniamo

La vergogna sopraggiunge quando sentiamo che le nostre azioni non sono all’altezza degli standard delle persone che abbiamo intorno. Di conseguenza, non sorprende che proviamo vergogna quando cerchiamo aiuto in una società orientata all’autosostegno: dipendendo dagli altri non possiamo soddisfare l’aspettativa secondo cui dovremmo essere capaci di sopravvivere autonomamente. Anche la debolezza vescicale contribuisce a creare sentimenti di vergogna. Certe persone si sentono prive di autocontrollo e autosufficienza, mentre altre arrivano a pensare che la debolezza vescicale sia colpa loro. Tuttavia, le condizioni fisiche come la debolezza vescicale non hanno nulla a che vedere con l’autosufficienza. Fortunatamente la nostra cultura si sta evolvendo verso una direzione che promuove la vicinanza collettiva e la ricerca di aiuto negli altri.

Abbiamo paura di perdere la nostra indipendenza

Soffrire di incontinenza a volte ci fa sentire persi. Sperimentare bisogni urgenti e perdite, adeguarsi a diversi prodotti per l’incontinenza, e l’aumento delle visite mediche ci priva della nostra routine quotidiana. Mentre ci adattiamo a questi cambiamenti, possiamo avere difficoltà a prendere parte a certe attività che eravamo soliti svolgere in passato. In caso di debolezza vescicale, tuttavia, cercare aiuto normalmente si traduce in una maggiore indipendenza. Chiedere assistenza agli altri può fornirci un accesso più rapido a certe risorse e ad una rete di persone pronte a sostenerci.

Ci sembra di essere gli unici a soffrire di questa condizione

Abbiamo la sensazione di essere gli unici al mondo ad essere afflitti da questo problema e pensiamo che si tratti di una condizione anomala. In realtà esistono milioni di persone che ne soffrono. Di conseguenza, non si tratta assolutamente di una condizione rara. Facendo una semplice ricerca online potrete notare che esistono molte soluzioni e suggerimenti che vi aiuteranno ad affrontare la situazione.

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Gli esercizi di Kegel per uomini possono aiutare a migliorare i problemi al pavimento pelvico maschile

Come chiedere aiuto (e accettarlo)

1. Siate onesti con voi stessi e con gli altri. Essere onesti significa innanzitutto accettare il fatto che avete bisogno di aiuto e che non c’è nulla di male nel chiederlo. Inoltre, significa far sapere alle persone che vi sono più vicine come vi sentite , o meglio, cosa vi fa sentire meglio. Ecco alcune frasi d’esempio:

• “Sono felice che mi abbia chiamato. Mi hai aiutato a togliermi un peso!”
• “Grazie per avermi accompagnato. Ti sono davvero grato/a di aver assecondato le mie pause per andare in bagno.”
• “Sarei felice di venire a correre con te, ma a volte quando corro ho delle perdite che non riesco a controllare/ma non sono più a mio agio quando corro. Ti andrebbe invece di fare un po’ di nordic walking insieme?”

Essere onesti riguardo i propri sentimenti può spaventare. Tuttavia, fortunatamente, per essere onesti non dovrete rivelare tutte le vostre emozioni. Affermazioni semplici, come quelle viste sopra, sono tutto ciò che vi servirà per far presenti le vostre necessità agli altri.
2. Siate precisi. Precisare quando e se desiderate l’aiuto di qualcuno è fondamentale per costruire e mantenere un solido rapporto di fiducia. Inoltre, ciò vi permette di rimanere indipendenti e autosufficienti: sarete sempre voi a decidere cosa potete e non potete fare. Per fornire delle istruzioni precise quando avete bisogno di assistenza potete dire:

• “Devo andare a comprare un regalo per il compleanno di mia nipote, ma a volte mi sento a disagio quando esco da solo/a. Ti andrebbe di accompagnarmi?”
• “Devo prendere una cosa in farmacia, ma non mi sento abbastanza bene per andarci di persona. Potresti andarci al mio posto?”
• “Mi piacerebbe tanto venire a cena da voi, ma il cibo piccante irrita la mia vescica/mi dà alcuni disturbi. Ti dispiacerebbe se ti aiutassi a scegliere qualche altro piatto o se portassi qualcosa che posso mangiare senza problemi?”

Essere precisi può essere difficile, ma ha i suoi vantaggi. Permettere agli altri di aiutarvi in base alle vostre richieste vi dà un’idea più chiara di ciò che potete fare, invece che enfatizzare ciò che non potete fare.
3. Siate ottimisti. La debolezza vescicale può cambiare pesantemente le nostre vite, e i grandi cambiamenti a volte ci fanno presagire il peggio. Tuttavia, una mentalità positiva può realmente facilitare l’adattamento e fornirci maggior supporto. Eccovi alcune frasi che potete tenere a mente per mantenere vivo il vostro ottimismo:

• “Soffro di debolezza vescicale, ma sono sempre io. Sono ancora un persona attiva e posso contare sul supporto dei miei amici e della mia famiglia.”
• “Tutti, di tanto in tanto, abbiamo bisogno di adattarci a certe cose. Chiedere aiuto fa parte del processo.”
• “Milioni di persone affette da incontinenza vivono la loro vita in modo indipendente e completo. Chiedere aiuto mi permette di rimettermi in carreggiata più facilmente.”

Essere (o meglio, diventare) ottimisti è un processo che richiede autocontrollo e la ripetizione di pensieri e parole. Inizialmente queste frasi potrebbero non arrivare così spontaneamente, ma pronunciandole ogni giorno vi suoneranno sempre più familiari.

La debolezza vescicale richiede spirito di adattamento, ma si tratta di una situazione che potete affrontare. Chiedere aiuto rappresenta un passo importante per trovare cure, supporto e, in ultima analisi, per vivere a pieno la vostra vita.

Anche noi di Serenity desideriamo offrirvi supporto: potete sempre contare sui nostri prodotti e sul supporto del nostro servizio clienti per qualsiasi necessità. Da oltre 35 anni, forniamo alle persone affette da debolezza vescicale prodotti dermatologicamente testati e di alta qualità. Realizzati con materiali leggeri e confortevoli, la nostra gamma di articoli offre un modo discreto per vivere appieno la propria vita.

Date un’occhiata al nostro sito per scoprire quelli più adatti a voi e al vostro stile di vita.

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Incontinenza e infezioni urinarie negli uomini

L’uomo è fisiologicamente meno esposto della donna alle problematiche delle vie urinarie, soprattutto incontinenza e fenomeni di infezione urinaria maschile. Meno esposto, ma non immune: ecco qualche informazione che è bene sapere, e qualche consiglio che è bene seguire in caso di infezione urinaria maschile.

Sesso forte? In questo caso sì

La prima forma di infezione urinaria maschile non presenta sintomi, e viene definita batteriuria asintomatica: molto rara nei giovani, aumenta con l’età. Il riscontro occasionale di tale patologia non è preoccupante salvo in caso di bambini o anziani, per i quali vanno escluse complicazioni.

La seconda famiglia di infezione urinaria maschile comprende tutte quelle infezioni con sintomi che possono interessare le parti dell’apparato urinario come uretra, vescica e reni. I disturbi più diffusi di una infezione urinaria maschile sono il bruciore nell’urinare, l’aumentata frequenza della minzione (spesso associata a una riduzione di quantità), la sensazione di non riuscire a trattenere l’urina, il cattivo odore della stessa accompagnato talvolta da tracce di sangue: insomma, tutti quei sintomi che possono spingere l’urologo di fiducia o il medico di base a diagnosticare un’infezione all’uretra, alla vescica o ai reni.

Urocoltura, un esame da 10 e lode

Per identificare una infezione urinaria maschile può bastare un’attenta interpretazione dei sintomi, unita all’esame obiettivo dell’addome e all’esplorazione rettale in caso si sospetti un coinvolgimento prostatico; analisi più approfondite di sangue e urine possono fornire un quadro ancora più preciso della situazione.

Su tutti l’urocoltura, capace di estrapolare da un piccolo campione di urina (raccolto in un contenitore sterile) informazioni sulla quantità e concentrazione di batteri al suo interno, isolare il germe responsabile dell’infezione urinaria maschile e identificare l’antibiotico più efficace per debellarlo.

Come guarire ?

Una volta individuata l’infezione urinaria maschile e verificate eventuali situazioni di particolare delicatezza, è spesso necessario iniziare una terapia antibiotica, magari supportata da prodotti specifici per acidificare le urine e renderle un ambiente meno favorevole alla proliferazione batterica.

In caso di infezioni frequenti nel tempo o di sintomi particolarmente importanti e dolorosi, come febbre alta e molto sangue nelle urine, è sempre consigliato contattare il proprio specialista di fiducia.

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Incontinenza maschile e ipertrofia prostatica

È quella ghiandola dell’apparato genitale maschile che abbraccia l’uretra appena sotto la vescica; produce il liquido seminale, principale nutrimento e veicolo degli spermatozoi. È grossa più o meno come una castagna e ne ricorda anche la forma, ma col tempo tende a ingrossarsi causando, tra i vari problemi, ipertrofia prostatica e l’incontinenza. Scopriamo come prendercene cura.

Se l’incontinenza è appannaggio prevalentemente femminile prima dei 50 anni, dopo le percentuali si avvicinano parecchio: avvenimento legato spesso ai problemi che la prostata accusa dopo la maturità, che la portano ad aumentare di volume dando vita all’ipertrofia prostatica begnina.

Ma come si manifesta? E come si può correggere?

Minzione a singhiozzo

“Vado in bagno molto più spesso del passato, anche di notte: quando inizio a urinare sento difficoltà e bruciore, e mi capita di avere piccole perdite durante il giorno”. Molti racconti di pazienti che soffrono di ipertrofia prostatica probabilmente iniziano così: questo succede perché la prostata (che normalmente misura 4 cm in altezza, 3 in altezza e 2 in spessore) ingrossandosi occlude l’uretra, provocando ritenzioni urinarie dannose per vescica e reni

Medicina o chirurgia ?

Le terapie per l’ipertrofia prostatica sono chiaramente diverse, come diversa può essere la gravità di tale disturbo. Inizialmente si procede con l’analisi dei sintomi, un esame obiettivo con ispezione rettale e gli esami di urine e sangue, volti a monitorare il PSA (antigene prostatico specifico) egli indici di funzionalità renale come la creatina. Talvolta è consigliata anche ad un’ecografia addominale e transrettale, a discrezione del medico. In seguito si prescrive una terapia farmacologia, spesso sufficiente a far rientrare l’ipertrofia prostatica.

In caso di TURP

Spesso, ma non sempre: in questi casi si interviene chirurgicamente attraverso la resezione trans-uretrale della prostata (TURP): consiste nell’asportazione del tessuto prostatico in eccesso tramite una piccola sonda infilata in uretra, e si effettua quando l’aumento volumetrico della prostata va ad ostruire l’uretra, ostacolando il normale deflusso dell’urina. Un intervento risolutivo per l’ipertrofia prostatica, ma che in alcuni casi può lasciare come effetto l’incontinenza urinaria.

Soprattutto dopo una prostatectomia radicale, ossia l’asportazione completa della prostata a seguito di un tumore; se nella maggior parte degli uomini scompare da sé dopo 12-24 mesi, in molti persiste più a lungo.

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Esami e diagnosi dell’incontinenza maschile

Noi la chiamiamo incontinenza maschile, ma si tratta della manifestazione visibile di dinamiche molto più variegate e complesse che accadono dentro al nostro corpo; spesso passeggere, talvolta più complicate, ma sempre da analizzare e valutare attraverso diagnosi specialistiche. Riassumiamo le più utili e diffuse.

Per una diagnosi di incontinenza maschile sono sufficienti pochi elementi, che anche il medico di fiducia può riunire: raccolta anamnestica completa, esame obiettivo accurato, esame delle urine. In caso di perdite di urina dopo intervento chirurgico o radioterapia, dolore pelvico intenso o patologie neurologiche è sempre preferibile, per la diagnosi dell’incontinenza, fare anche una visita con lo specialista di fiducia.