È quella ghiandola dell’apparato genitale maschile che abbraccia l’uretra appena sotto la vescica; produce il liquido seminale, principale nutrimento e veicolo degli spermatozoi. È grossa più o meno come una castagna e ne ricorda anche la forma, ma col tempo tende a ingrossarsi causando, tra i vari problemi, ipertrofia prostatica e l’incontinenza. Scopriamo come prendercene cura.

L'ipertrofia prostatica
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È quella ghiandola dell’apparato genitale maschile che abbraccia l’uretra appena sotto la vescica; produce il liquido seminale, principale nutrimento e veicolo degli spermatozoi. È grossa più o meno come una castagna e ne ricorda anche la forma, ma col tempo tende a ingrossarsi causando, tra i vari problemi, ipertrofia prostatica e l’incontinenza. Scopriamo come prendercene cura.

Se l’incontinenza è appannaggio prevalentemente femminile prima dei 50 anni, dopo le percentuali si avvicinano parecchio: avvenimento legato spesso ai problemi che la prostata accusa dopo la maturità, che la portano ad aumentare di volume dando vita all’ipertrofia prostatica begnina. Ma come si manifesta? E come si può correggere?

MINZIONE A SINGHIOZZO. “Vado in bagno molto più spesso del passato, anche di notte: quando inizio a urinare sento difficoltà e bruciore, e mi capita di avere piccole perdite durante il giorno”. Molti racconti di pazienti che soffrono di ipertrofia prostatica probabilmente iniziano così: questo succede perché la prostata (che normalmente misura 4 cm in altezza, 3 in altezza e 2 in spessore) ingrossandosi occlude l’uretra, provocando ritenzioni urinarie dannose per vescica e reni.

MEDICINA O CHIRURGIA? Le terapie  per l’ipertrofia prostatica sono chiaramente diverse, come diversa può essere la gravità di tale disturbo. Inizialmente si procede con l’analisi dei sintomi, un esame obiettivo con ispezione rettale e gli esami di urine e sangue, volti a monitorare il PSA (antigene prostatico specifico) egli indici di funzionalità renale come la creatina. Talvolta è consigliata anche ad un’ecografia addominale e transrettale, a discrezione del medico. In seguito si prescrive una terapia farmacologia, spesso sufficiente a far rientrare l’ipertrofia prostatica .

IN CASO DI TURP. Spesso, ma non sempre: in questi casi si interviene chirurgicamente attraverso la resezione trans uretrale della prostata (TURP): consiste nell’asportazione del tessuto prostatico in eccesso tramite una piccola sonda infilata in uretra, e si effettua quando l’aumento volumetrico della prostata va ad ostruire l’uretra, ostacolando il normale deflusso dell’urina. Un intervento risolutivo per l’ipertrofia prostatica , ma che in alcuni casi può lasciare come effetto l’incontinenza urinaria.

Soprattutto dopo una prostatectomia radicale, ossia l’asportazione completa della prostata a seguito di un tumore; se nella maggior parte degli uomini scompare da sé dopo 12-24 mesi, in molti persiste più a lungo.

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