Perdite di urina, aspetti sociali e familiari

Perdite di urina, aspetti sociali e familiari
APRIRSI AL DIALOGO PER CHIUDERE CON LE PERDITE

La riluttanza ad ammettere a sé stessi e agli altri la presenza di perdite di urina è comprensibile, e anche giustificabile. Ma va combattuta a tutti i costi: isolarsi e nascondere il problema, confidando su rimedi fai-da-te, non può far altro che complicarlo. Ecco come il dialogo può curare l’incontinenza urinaria.

Solitamente, lasciare un problema in sospeso non è una buona tattica; non lo è in amore, tra amici, in famiglia o sul lavoro. Se si considera che spesso le perdite di urina hanno conseguenze negative su tutti questi aspetti della vita di chi ne soffre, si capisce facilmente come anche in questo caso aspettare non sia mai la scelta giusta.

UN SILENZIO CHE COSTA. In Italia, le donne che soffrono di perdite di urina spesso aspettano molto tempo prima di parlarne al proprio medico, tamponando la situazione con presidi assorbenti di facile reperibilità. Questa tendenza a tenere nascosto il problema comporta conseguenze negative sia nei rapporti umani che nel portafoglio: la spesa annua per l’acquisto di presidi assorbenti comuni è infatti stimata intorno a milioni di euro, ed è alimentata soprattutto da giovani donne che non approfondiscono le cause delle perdite di urina privandosi della possibilità di risolvere il problema.

UN MURO DA ABBATTERE AD OGNI ETÀ. Tra i problemi legati all’incontinenza, uno dei più invalidanti abbraccia la sfera sessuale: specialmente tra le giovani donne la vergogna provocata da perdite di urina è più forte del rapporto di intima sincerità con il proprio partner, e le isola in un’assenza di dialogo che si trasforma ben presto in assenza di rapporti sessuali.
Disagi diversi ma non meno impattanti riguardano le persone anziane non autosufficienti; in questo caso lo sforzo assistenziale – se non supportato dal medico – può essere oneroso in termini economici e psicologici per tutta la famiglia. Un ulteriore peso che grava sull’orgoglio di chi, dopo una vita di lavoro e indipendenza, non vuole ammettere di avere un problema così invalidante; ed ecco allungarsi la catena del silenzio, con il rischio che lesioni cutanee, infezioni urinarie e genitali dovute alle perdite di urina non dichiarata possano portare ulteriori complicanze.

PIÙ DI UN DOTTORE, UN AMICO. Parlare col proprio medico, raccontargli problemi e paure dell’incontinenza, è fondamentale. Se il timore è quello di sentirsi diversi, imperfetti o “difettosi”, una soluzione può essere quella di affacciarsi alla finestra e guardare i passanti: molte persone presenti in strada, hanno avuto almeno un episodio di perdite di urina nella sua vita. Niente paura quindi: l’amore della famiglia, la professionalità di uno specialista e le alte percentuali di questo disturbo sono tre ottimi motivi per rompere il muro, e iniziare ad aprirsi.

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